“ISTRUTTORI E GENITORI: IL CONFRONTO”

 

All’interno del gruppo “Le Ippomamme di Ucif”, abbiamo la fortuna di poter ospitare genitori e istruttori.
Abbiamo chiesto a un’istruttrice di descrivere il suo genitore dei sogni: “Quello che arriva, lascia il figlio e torna dopo un’ora “, ci ha risposto di botto, ironicamente e con un largo sorriso….
Seduta comoda, poi, ci ha scritto queste splendide righe.
“Per me, ciò che importa è che il genitore si fidi di ciò che faccio e mi lasci svolgere il lavoro senza intromissioni. Devo poter dialogare con lui in tranquillità e trovare un modo per affrontare gli eventuali problemi del ragazzo, insieme. Non amo i genitori che si intromettono durante le lezioni o nella vita di scuderia. Non amo che i ragazzi non socializzino tra di loro, aiutandosi a vicenda e trovando nella sola presenza genitoriale un’aiuto valido. La vita di scuderia è innanzitutto lavoro di squadra. Genitori iperprotettivi e apprensivi, che sognano dopo solo due mesi il proprio figlio campione, ottengono solo il risultato di caricare di ansie e aspettative i propri ragazzi: non fatelo! Se qualcosa nell’insegnamento non è chiaro, bisogna sempre chiedere spiegazioni e cercare, se non si è convinti, una risposta tramite l’informazione. Spesso si arriva alla risoluzione dei problemi insieme, nello stesso modo, ma con strade diverse. È un diritto sacrosanto del genitore sapere cosa sta apprendendo il proprio figlio”.
Risposta all’unisono delle nostre ippomamme.
“Approviamo quanto scritto, cerchiamo di essere di aiuto senza essere invasivi. A volte si fa fatica ma quando c’è la fiducia nel proprio istruttore tutto diventa più facile. L’altra faccia della medaglia? Il sorriso dei nostri figli”.

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